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DIRITTO PENALE

  • Immagine del redattore: andreabaldassi
    andreabaldassi
  • 29 gen 2024
  • Tempo di lettura: 1 min

QUANDO UNA SPINTA A UN AGENTE DI POLIZIA PUO' COSTARE MOLTO CARA...

Integra il reato di cui all'art. 337 c.p. qualsiasi condotta, di carattere minatorio e/o violento, che si traduca in un atteggiamento -anche implicito, purché percepibile- volto ad impedire, intralciare o compromettere, anche solo parzialmente e temporaneamente, la regolarità del compimento dell'atto di ufficio o di servizio da parte del Pubblico Ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio.

Secondo questa norma, per la Cassazione (vd. Sent. Penale n. 41138 del 2023) sussiste il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale anche quando un soggetto pone in essere una condotta oppositiva che si realizza mentre è in corso la verbalizzazione delle operazioni compiute e dei risultati che ne sono conseguiti.

Il caso è capitato a un automobilista che, dopo essere stato fermato da una pattuglia della Polizia di Stato veniva sottoposto ad accertamento con l'etilometro.

Mentre era in corso la redazione del verbale, l’improvvido automobilista risaliva in auto e la metteva in moto, nel tentativo di darsi alla fuga.

Nel fare questo spingeva l’agente che tentava di fermarlo, facendolo cadere a terra.

Nel caso, peraltro, oltre alla resistenza a pubblico ufficiale, veniva anche contestato il reato di guida in stato di ebrezza, visto che poi, il risultato dell’etilometro, aveva pure dato esito positivo.

 
 

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